Δευτέρα, 27 Οκτωβρίου 2014

BENITO MUSSOLINI: SPEZZEREMO LE RENI ALLA GRECIA.




Απόσπασμα της ομιλίας του  Μπ. Μουσολίνι  που δόθηκε στις 18 Νοεμβρίου στο  palazzo Venezia (sala Regia) μπροστα στους  κομματικούς εκπροσώπους των επαρχιών. Στη διάρκεια της ομιλίας αυτής ο Duce του Φασισμού  ανάμεσα στα άλλα , από τη μια επιχειρεί   να δικαιολογήσει  την επίθεση εναντίον της Ελλάδας , και από την άλλη να εξηγήσει τους λόγους για τους οποίους, οι πολεμικές  επιχειρήσεις , στο Βορειοηπειρωτικό Μέτωπο, καταγράφουν μια ανεξήγητη βραδύτητα.



Dopo un lungo pazientare, abbiamo strappato la maschera a un paese « garantito» dalla Gran Bretagna; un subdolo nemico: la Grecia. È un conto che attendeva di essere saldato.
Una cosa va detta, e forse non mancherà  di sorprendere taluni inattuali classicisti italiani. I greci odiano l'Italia come nessun altro popolo. È un odio che appare a prima vista inspiegabile, ma è generale, profondo, in tutte le classi, nelle città, nei villaggi, in alto, in basso, dovunque. II perché è un mistero. Forse perché Santorre Santarosa andò dal nativo Piemonte a morire ingenuamente e eroicamente per la Grecia a Sfacteria? Forse perché il garibaldino forlivese Antonio Fratti ripetè lo stesso gesto di sublime ingenuità settant'anni, dopo cadendo a Domokos? Interrogativi, ma il fatto esiste.
Su questo odio, che si può  definire grottesco, si è basata la politica greca di questi ultimi anni, politica di assolute complicità con la Gran Bretagna. Né poteva essere diversamente, dato che il re è inglese, la classe politica è inglese, la borsa, nel senso figurato e nel proprio, è inglese.
 Questa complicità , estrinsecata in molti modi, che a, suo tempo saranno irrefutabilmente documentati, era un atto di ostilità continuo contro l'Italia.
Dalle carte trovate dallo Stato Maggiore germanico in Francia, a Vitry-la-Charité , risulta che sin dal maggio la Grecia aveva offerto ai franco-inglesi tutte le sue basi aeree e navali. Bisognava porre fine a questa situazione. È ciò che si è fatto il 28 ottobre, quando le nostre truppe hanno varcato il confine greco-albanese.
Le aspre montagne dell'Epiro e le loro valli fangose non si prestano a « guerre-lampo», come pretenderebbero gli incorreggibili che praticano la comoda strategia degli spilli sulle carte. Nessun atto o parola mia o del Governo e di nessun altro fattore responsabile l'ha fatto prevedere.
Non credo che valga la pena di smentire tutte le notizie diramate dalla propaganda greca e dai suoi altoparlanti inglesi. Quella divisione alpina Julia che avrebbe avuto perdite enormi, che sarebbe fuggita, che sarebbe stata polverizzata dai greci, è  stata visitata dal generale Soddu, il quale, a visita ultimata, mi ha telegrafato il 12 novembre:
«  Recatomi stamane visitare divisione alpina " Julia ". Devo segnalarvi, Duce, magnifica impressione riportata di questa superba unità, fiera e salda più che mai nei suoi granitici alpini ».

C'è  qualcuno fra di voi, o camerati, che ricorda l'inedito discorso di Eboli, pronunciato nel luglio del 1935, prima della guerra etiopica? Dissi che avremmo spezzato le reni al Negus. Ora, con la stessa certezza assoluta — ripeto assoluta — vi dico.che spezzeremo le reni alla Grecia. In due o in dodici mesi poco importa. La guerra è appena incominciata. Noi abbiamo uomini e mezzi sufficenti per annientare ogni resistenza greca. L'aiuto inglese non potrà impedire il compimento di questo nostro fermissimo proponimento, né evitare agli elleni la catastrofe che essi hanno voluta e dimostrato di meritare.
Pensare o dubitare qualche cosa di diverso, significa non conoscermi. Una volta preso "l'avvio, io non mollo più  sino alla fine. L'ho già dimostrato e, qualunque cosa sia accaduta, accada o possa accadere, tornerò a dimostrarlo. I trecentosettantadue caduti, i milleottantuno feriti, i seicentocinquanta dispersi nei primi dieci giorni di combattimento sul fronte dell'Epiro saranno vendicati.

(Πηγή:Opera omnia di Benito Mussolini. Τόμος 30ος σελ 35-36)

Σχετικό: 1940 ΧΡΟΝΟΛΟΓΙΚΟΣ ΠΙΝΑΚΑΣ

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